Thomas Antonelli - Fuori dall'Ade,2022, olio su tela, 120x120cm

Thomas Antonelli: “Ogni opera ha un suo processo. A volte mi getto sulla tela senza sapere esattamente cosa rappresenterò, e le immagini si sviluppano spontaneamente. “

 

Di Marco Crispano

Come e perché hai iniziato la tua carriera artistica?

Penso che tutto sia iniziato come un gioco. Sono figlio unico e passavo molto tempo da solo. Ero affascinato dagli oggetti vecchi e impolverati, quelli senza batterie, che trovavo esplorando la cantina di mia nonna. Giocavo con oggetti di ogni tipo, divertendomi ad assemblarli e spesso li colpivo o li deterioravo per vedere cosa si nascondeva sotto la vernice. Creavo storie e improvvisavo scenografie con questi oggetti. Ero molto preciso nelle forme che volevo ottenere, tutto doveva rispettare regole universali applicabili alla realtà. L’idea che potessero prendere vita era molto vivida nella mia testa.
Quello è stato forse il periodo più libero della mia creatività. Non avevo influenze, sapevo cosa mi piaceva e il desiderio di esprimermi mi dava grande soddisfazione. Con il tempo, ho spostato la mia attenzione sul disegno. Per anni non ho usato colori, disegnavo con una penna nera su fogli bianchi. In cuor mio ho sempre saputo che volevo fare qualcosa di creativo, ma l’idea è diventata concreta quando sono arrivato in Accademia. Sono rimasto sbalordito dalle sperimentazioni cromatiche su quelle che mi sembravano enormi tele, e da lì sono stato subito assorbito dal colore. Grazie all’Atelier di Decorazione, ho iniziato a sperimentare, vedendo persone con immaginari diversi usare una varietà di media. Da lì è partita la mia ricerca artistica.
Non so esattamente perché ho scelto la carriera artistica. Ho provato altre strade, ma non sono bravo a fare altro. Anche se non so ancora se sono un bravo artista, ho sempre avuto la certezza di voler fare arte.

 

 

Come hai scoperto il tuo medium e perché lo hai scelto?

Non mi sono mai posto davvero questa domanda. Quando sono entrato in Accademia e ho visto molti ragazzi dipingere, ho capito che dovevo fare lo stesso. Credo che il processo pittorico, nella sua universalità, mi appartenga: dalla tela stesa sul telaio, all’odore del diluente, fino alla magia di poter, con semplici pennellate, dare forma a ciò che considero finestre sul mondo, fuori dal tempo e dallo spazio.

Nonostante ciò, non mi sono mai precluso la possibilità di esplorare altri media.

 

 

Puoi raccontarci il tuo processo creativo? Come nasce il tuo lavoro? Quanto tempo impieghi per creare un’opera? Quando sai che è finito?

Il mio processo creativo varia molto. In genere inizio collezionando immagini, sia mentali che fisiche, tutto ciò che mi incuriosisce o mi affascina. Tuttavia, spesso finisco per dimenticarle o non trovarle più interessanti, quindi mi rendo conto che è meglio cominciare a dipingere. Le idee riemergono man mano che il processo pittorico prende forma, e ho capito che la ricerca visiva, da sola, mi basta. In modo inconscio, le immagini compaiono sulla tela.
Ogni opera ha un suo processo. A volte mi getto sulla tela senza sapere esattamente cosa rappresenterò, e le immagini si sviluppano spontaneamente. È come se il colore stesso mi suggerisse dove posizionarlo. Entro in una sorta di trance, che svuota la mia mente e mi permette di creare cose che non avrei mai immaginato. Altre volte, invece, il processo è più lungo: le immagini sono ponderate e studiate, e possono emergere lentamente, nel corso di settimane o mesi.

 

 

Chi sono i tuoi artisti preferiti? Quali ti ispirano?

Mi piace osservare chi mi circonda, soprattutto i giovani artisti che seguono strade parallele alla mia, provenienti da varie Accademie d’Italia e non solo. Per quanto riguarda gli artisti più affermati, ammiro molto la pittura di Guglielmo Castelli e Thomas Braida, così come la figurazione di Giuliana Rosso e il virtuoso cromatismo di Giuseppe Gonella. Sono affascinato dal realismo magico di Francesco De Grandi e dall’intimità espressiva di Nebojša Despotović.
Amo il modo di vedere il mondo di Riccardo Baruzzi, Michele Bubacco e Alessandro Pessoli, e sono molto attratto dalla delicata narrazione di Maddalena Tesser e Anastasiya Parvanova. Apprezzo inoltre la sospensione temporale che riesce a creare Thomas Berra. Mi piacciono anche molti altri artisti contemporanei.
Infine, adoro la pittura figurativa del Novecento, sono un fan della pittura primitiva, dell’art brut e della Transavanguardia.

THE ARTIST

Nome: Thomas Antonelli
Residenza: Italia

FEATURED WORKS

Fine-dellest-ate-tecnica-mista-su-tela-150x80cm Thomas Antonelli
Fine dell’est-ate, tecnica mista su tela, 150x80cm

FEATURED WORKS

Thomas Antonelli - Fuori dall'Ade,2022, olio su tela, 120x120cm
Thomas Antonelli – Fuori dall’Ade,2022, olio su tela, 120x120cm
Comunità, tecnica mista su tavola, 150x150cm, 2023. Thomas Antonelli
Thomas Antonelli – Comunità, tecnica mista su tavola, 150x150cm, 2023.
Fenomenologia della Tossicità,2023, tecnica mista su tela, 200x170cm. Thomas Antonelli
Thomas Antonelli – Fenomenologia della Tossicità,2023, tecnica mista su tela, 200x170cm
Thomas-Antonelli_Giovani-Furiosi_2023_acrilico-e-spray-su-tela_cm-146x170-1
Thomas Antonelli – Giovani Furiosi, 2023, acrilico e spray su tela cm, 146×170